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Nel 2025 l’export di valvole e rubinetteria ha raggiunto i 6,2 miliardi di euro (+5,2% rispetto al 2024). Cresce anche l’export di valvole e rubinetteria a uso civile, che supera i 3,2 miliardi di euro (+6% sul 2024)

Avr – Associazione italiana costruttori valvole e rubinetteria protagonista a MCE – Mostra Convegno Expocomfort, svoltasi dal 24 al 27 marzo a Milano Nel 2025 dopo anni di contrazione, l’export di valvole e rubinetteria a uso civile verso la Germania torna in territorio positivo, con un valore pari a 153 milioni di euro e una crescita del 12% rispetto al 2024 e del +20% rispetto al 2020. L’Arabia Saudita è il primo Paese di destinazione per ricavi, seguita dagli Stati Uniti e dalla Cina;Restano alte le preoccupazioni per l’impatto dell’instabilità geopolitica su mercati strategici come il Medio Oriente, un’area che nel complesso vale per il solo comparto delle valvole e rubinetteria a uso civile 874,9 milioni di euro;Tra le altre preoccupazioni si segnalano l’aumento dei costi energetici, l’instabilità valutaria, l’incertezza sui dazi, le difficoltà logistiche, l’assenza di una reale libera circolazione delle merci e un quadro normativo europeo non ancora chiaro, spesso percepito come poco aderente alle esigenze dell’industria;AVR, alla presenza di 13 associazioni internazionali aderenti all’International Valves and Taps Alliance, propone di realizzare la nascita del primo “Forum mondiale dedicato alle valvole e alla rubinetteria”.Il settore italiano delle valvole e dei rubinetti si conferma un’eccellenza a livello internazionale. Secondo i dati dell’Ufficio Statistica di Anima Confindustria divulgati da Avr - Associazione italiana costruttori valvole e rubinetteria federata ad Anima, - durante MCE–Mostra Convegno Expocomfort, nel 2025 il valore dell’export del comparto valvole e rubinetterie (comprende valvole per building, valvole industriali, rubinetteria sanitaria e raccordi) ha raggiunto quasi 6,2 miliardi di euro, in crescita del 5,2% sul 2024, con una stima di fatturato totale di 9,55 miliardi di euro. Per quanto riguarda le sole valvole e rubinetteria a uso civile, il valore dell’export ha superato i 3,2 mld di euro (+6% sul 2024). Considerando le sole valvole e rubinetteria a uso civile, nel 2025 l’Arabia Saudita è il primo Paese di destinazione, seguita dagli Stati Uniti e dalla Cina. Tra i Paesi, il mercato tedesco, dopo anni di contrazione, torna in territorio positivo, con un export pari a 153 milioni di euro e una crescita del 12% rispetto al 2024, e del +20% rispetto al 2020, riaffermandosi come mercato di riferimento per l’export italiano di valvole e rubinetteria a uso civile. Un andamento che può offrire un contributo importante al comparto a livello europeo e bilanciare, almeno in parte, l’impatto dell’instabilità geopolitica su mercati strategici come quelli del Medio Oriente, un’area che nel complesso vale per l’Italia 874,9 milioni di euro. Non solo, sempre per l’export, tra i paesi che hanno registrato le performance più positive nel 2025, spicca anche la Norvegia, con un incremento pari al +59%. Oltre all’instabilità geopolitica e al relativo impatto su mercati strategici, quali sono le altre preoccupazioni per gli imprenditori del settore? Il 2026 dovrà fare i conti anche con l’aumento dei costi energetici, l’instabilità valutaria, l’incertezza sui dazi, le difficoltà logistiche, l’assenza di una reale libera circolazione delle merci e un quadro normativo europeo non ancora chiaro, spesso percepito come poco aderente alle esigenze dell’industria. In uno scenario articolato come questo, diventa fondamentale rafforzare il dialogo e la collaborazione oltre i confini nazionali, creando occasioni concrete di confronto e cooperazione tra imprese, istituzioni e associazioni di categoria. L’obiettivo è affrontare in modo condiviso temi sensibili per il settore (come PFAS, nucleare e piombo) e individuare soluzioni e best practice comuni, riconosciute e adottate a livello internazionale. È proprio in questa direzione che si inserisce l’impegno di AVR, che propone di realizzare il primo Forum mondiale dedicato alle valvole e alla rubinetteria. Un incontro che ha l’obiettivo di valorizzare le esperienze internazionali e offrire strumenti condivisi per affrontare le principali sfide comuni a tutte le imprese che operano nei Paesi del mondo. “Il settore italiano delle valvole e della rubinetteria si conferma un punto di riferimento a livello internazionale, grazie a una capacità manifatturiera altamente specializzata, a un forte orientamento all’innovazione e a una presenza consolidata nei principali mercati esteri – dichiara Sandro Bonomi, Presidente di AVR –. I dati del 2025 confermano la solidità del comparto, ma evidenziano al tempo stesso quanto il quadro globale resti complesso e in continua evoluzione. In questo scenario, per un settore fortemente orientato all’export come il nostro, è fondamentale poter contare su condizioni che sostengano la competitività delle imprese e ne accompagnino la presenza sui mercati internazionali. Il confronto avviato a MCE con la International Valves and Taps Alliance va proprio in questa direzione: rafforzare il dialogo tra i principali interlocutori del comparto e condividere una visione comune sulle sfide industriali, tecniche e commerciali che ci attendono.”AVR è l'associazione industriale federata ANIMA Confindustria che rappresenta le aziende italiane del settore valvole e rubinetteria, con oltre 80 aziende associate. Nel 2025 il comparto, che comprende valvole per building, valvole industriali, rubinetteria sanitaria e raccordi, ha raggiunto un fatturato di 9,55 miliardi di euro, con una quota export di quasi 6,2 miliardi di euro, più del 60% dei ricavi totali (stima dell’Ufficio Studi di Anima Confindustria).Le associazioni aderenti all’International Valves and Taps Alliance:AVR – Associazione Italiana Costruttori Valvole e Rubinetteria, AGRIVAL (Spagna), BVAA (Regno Unito), CIPHE (Regno Unito), EVOLIS (Francia), FLUIDEX (Spagna), IAPMO (USA), JVMA (Giappone), POMSAD (Turchia), SAI, Valves and Fittings (Svezia), SPAP (Polonia), URS (Svizzera), VDMA (Germania), VMA (USA).ANIMA Confindustria Meccanica Varia è l'organizzazione industriale di categoria che, all’interno di Confindustria, rappresenta le aziende della meccanica varia e affine, un settore che occupa 221.700 addetti per un fatturato di 56 miliardi di euro e una quota export/fatturato del 60% (dati Ufficio Studi Anima). I macrosettori rappresentati da ANIMA sono: edilizia e infrastrutture; movimentazione e logistica; produzione alimentare; produzione di energia; produzione industriale; sicurezza e ambiente.


Transizione 5.0, Anima Confindustria “L’esito dell’incontro al Mimit rappresenta un traguardo fondamentale nel dialogo tra istituzioni e rappresentanti delle imprese”

Si apre una fase positiva per le imprese del piano Transizione 5.0: dopo l’incontro con il ministro Adolfo Urso, confermato il ripristino delle misure a sostegno dell’innovazione Si è conclusa con esito favorevole la delicata questione degli “esodati” dal piano Transizione 5.0, ovvero quelle realtà che hanno presentato validamente la domanda di accesso ai crediti d’imposta dopo il 7 novembre 2025. La riduzione drastica del 65% sui crediti d’imposta, prevista dalle ultime disposizioni del Decreto fiscale e che aveva generato forti preoccupazioni e mobilitazioni nel mondo industriale, è stata sostanzialmente superata grazie al dialogo costruttivo tra istituzioni e imprese. L’incontro è avvenuto l'1 Aprile presso la sede del Mimit tra i ministri Adolfo Urso, Tommaso Foti, il viceministro Maurizio Leo, Confindustria e altre associazioni imprenditoriali. Durante il confronto, il Governo ha ribadito l’impegno a mantenere gli impegni assunti, confermando che tutte le domande correttamente presentate saranno accolte. Questo passo permette di preservare la continuità degli investimenti e delle progettualità innovatrici alla base del programma Transizione 5.0, destinato a rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale. Il ripristino del sostegno economico alle imprese coinvolge risorse sufficienti per garantire la copertura finanziaria delle richieste. Pietro Almici, presidente di Anima Confindustria, ha commentato con soddisfazione «L’esito di questo confronto segna un traguardo fondamentale nel percorso di dialogo tra istituzioni e rappresentanti delle imprese. Ringraziamo, in modo particolare, il ministro Adolfo Urso per la disponibilità dimostrata e il vicepresidente di Confindustria per le Politiche Industriali e il Made in Italy, Marco Nocivelli, il cui ruolo è stato decisivo nel facilitare questa collaborazione. Il mantenimento degli impegni sul piano Transizione 5.0 è fondamentale per permettere alle nostre aziende di proseguire sulla strada dell’innovazione e della sostenibilità, elementi imprescindibili per la crescita del nostro sistema industriale. Confidiamo, adesso, in una rapida pubblicazione dei decreti attuativi relativi all’Iperammortamento».ANIMA Confindustria è l'organizzazione industriale di categoria che, all'interno di Confindustria, rappresenta le aziende della meccanica varia e affine, un settore che occupa 224.006 addetti per un fatturato di 59,1 miliardi di euro e una quota export/fatturato di circa il 60% (previsioni 2025 Ufficio Studi Anima). I macrosettori rappresentati da ANIMA sono: edilizia e infrastrutture; movimentazione e logistica; produzione alimentare; produzione di energia; produzione industriale; sicurezza e ambiente.


Export di acciaio in frenata anche nel 2025

Le esportazioni in discesa per il terzo anno consecutivo. L’analisi dell’Ufficio Studi siderweb L’export italiano di acciaio (prodotti della siderurgia, tubi e altri prodotti della prima trasformazione) si è confermato in discesa anche nel 2025. Lo scorso anno le esportazioni siderurgiche sono infatti scese in valore del 5,7% rispetto al 2024, passando da 20,9 miliardi di euro a 19,7 miliardi di euro. Questo quanto emerso dai dati pubblicati da Istat e rielaborati dall’Ufficio Studi siderweb.Risultati, causati da un progressivo calo sia delle quotazioni che delle quantità vendute, che registrano quindi la terza frenata consecutiva dopo il biennio di crescita 2021-2022 (chiuso con un +51,7% e +23,8%).L’export è calato della stessa misura dell’import, che ha perso anch’esso il -5,7% (21,1 miliardi di euro). L’Italia si è quindi confermata importatrice netta per circa 1,4 miliardi di euro.Guardando ai dati per provincia, si rileva che le prime 20 province dell’acciaio nazionali hanno esportato acciaio per 16,3 miliardi di euro, con una contrazione del 5,1% rispetto ai 17,2 miliardi di euro del 2024. Si conferma la predominanza dei distretti lombardi nella Top 10, consolidando la geografia dei poli produttivi dell’acciaio italiani che si è venuta a creare dopo la crisi del 2008-2009.Variazioni più alte della media sono state registrate dai poli di Genova (+8,3%), salita al 18esimo posto; Ravenna (+7,7%), salita in 11esima posizione; Verona (+5,5%), scesa di un gradino a 12esimo posto; Brescia (+2,0%), stabile al vertice.Le province che hanno mostrato le performance negative significativamente più alte sono state quelle di Mantova (-14,9%), che ha perso una posizione e si è classificata quarta; Milano (-12,8%), stabile al sesto posto; Lecco (-12,1%), arretrato in nona posizione; Aosta (-11,8%), confermatasi 13esima.Nella top 3 c’è stato dunque un avvicendamento rispetto al 2024: al primo posto si è confermata ancora la provincia di Brescia, seguita da Udine e Cremona. Brescia ha venduto fuori dall’Italia acciaio per 1,9 miliardi di euro, in crescita del 2% rispetto al 2024. A sostenere il parziale recupero del polo bresciano, dopo i cali dello scorso anno, sono state le performance positive di tutte e tre le categorie delle esportazioni: prodotti della siderurgia (+0,5%), tubi (+7,4%) e altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (+4%).Al secondo posto c’è Udine, con un valore di 1,8 miliardi di euro, in frenata del 4,7%. Un risultato che ha portato la provincia friulana ad aumentare la sua distanza rispetto a Brescia, con la differenza tra le due aree passata da circa 3 milioni a 127 milioni di euro. I cali sono derivati dalla contrazione delle spedizioni dei prodotti della siderurgia (-4,3%) e agli altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (-8,2%).La provincia di Cremona, infine, ha guadagnato una posizione rispetto al 2024 (superando Mantova) e ha registrato esportazioni per un valore di 1,5 miliardi di euro, con una diminuzione del 2,8% annuo. In particolare, il polo cremonese ha evidenziato un aumento delle vendite di prodotti della siderurgia (+3,2%), che ha attenuato il calo di oltre l’8% delle esportazioni di tubi.Taranto (sede di Acciaierie d’Italia) per il secondo anno consecutivo è rimasta fuori dalla Top 20. Il suo export in valore è passato dai 362 milioni di euro del 2022, ai 281 milioni del 2023, ai 70,4 milioni di euro del 2024 (-75%) fino ai 42,0 milioni del 2025, con un crollo del 40,3% rispetto all’anno precedente.Terni (sede di Arvedi Ast) ha guadagnato una posizione grazie alla diminuzione delle esportazioni (-7,3%) inferiore a quella del polo di Lecco (-12,1%). Le esportazioni di prodotti della siderurgia sono diminuite del 7,8% e quelle di tubi del 20,8%, mentre le vendite di altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio sono aumentate del 19,7%.Livorno (dove a Piombino opera JSW Steel Italy), ha abbandonato la 23esima posizione del 2024 ed è tornata in Top 20, posizionandosi 19esima. Nel 2025 il valore dell’export del polo livornese è stato di 188 milioni di euro, in calo del 4,6% a causa delle frenate dei prodotti della siderurgia e delle vendite all’estero di tubi.

27/03/2026
Per info: Siderweb

Caldaie, mercato in forte contrazione nel 2025: segnali di allarme per il comparto

Oltre 140.000 unità in meno vendute nel 2025, Assotermica “Imprese del settore a rischio”In un quadro di generale incertezza del comparto dei generatori di calore, il mercato italiano delle caldaie registra nel 2025 una contrazione significativa nei volumi di vendita, delineando crescente preoccupazione per l’intero comparto. I dati di Assotermica, associazione produttori apparecchi e componenti per impianti termici federata Anima Confindustria, relativi alle principali tipologie di prodotto evidenziano un calo diffuso, con particolare intensità nel segmento delle caldaie domestiche, che rappresentano il cuore del mercato per le aziende del comparto. Nel dettaglio, le caldaie murali passano da 911.899 unità vendute nel 2024 a 769.090 nel 2025, segnando una flessione del -15,7%. Si tratta di un dato preoccupante non solo per il peso specifico di questa categoria, ma anche per il suo ruolo strategico nel processo di rinnovo degli impianti residenziali. La dinamica negativa si estende anche alle caldaie a basamento, che scendono da 8.342 a 6.340 unità (-24,0%), alle caldaie soffiate, in calo da 4.252 a 3.626 unità (-14,7%) e agli scaldacqua a gas, in calo da 310.021 a 291.084 unità (-7,5%). Non va meglio sul fronte dei generatori che integrano energie rinnovabili, con gli apparecchi ibridi che frenano ulteriormente, arrivando a 9.040 unità (-5,0%), così come gli scaldacqua in pompa di calore, che scendono da 23.516 a 22.916 pezzi (-7,5%). In controtendenza si collocano solo i bruciatori, che registrano un incremento da 23.539 a 25.581 unità (+8,7%). L’analisi dei dati restituisce un quadro di rallentamento che non può essere letto come una semplice oscillazione congiunturale. Al contrario, emerge una fase di incertezza strutturale che rischia di compromettere la capacità del mercato di sostenere il ricambio tecnologico degli impianti esistenti. In Italia, infatti, permane un’ampia quota di apparecchi obsoleti – circa 9 milioni di apparecchi –, caratterizzati da livelli di efficienza inferiori rispetto alle soluzioni oggi disponibili e da un impatto energetico e ambientale più elevato. La contrazione delle vendite assume quindi un significato ancora più critico, andando a incidere non solo sull’economia di un comparto che occupa migliaia di addetti, ma rallentando inoltre il percorso di efficientamento del patrimonio edilizio, con effetti diretti sui consumi energetici delle famiglie e sulla sostenibilità complessiva del sistema. «In un contesto come quello attuale», dichiara il presidente di Assotermica, Giuseppe Lorubio «è fondamentale che le istituzioni prestino la massima attenzione a un comparto che riveste un ruolo centrale nel percorso di efficientamento energetico del Paese. I dati mostrano chiaramente un rallentamento nel rinnovo degli impianti, proprio mentre sarebbe necessario accelerare la sostituzione delle tecnologie obsolete con soluzioni più efficienti. Il quadro regolatorio è stato profondamente modificato negli ultimi anni: ora è il momento di ripartire, definendo con chiarezza quali piani adottare per il futuro dell’efficientamento degli edifici. È altrettanto importante garantire un sistema di incentivi chiaro, stabile e coerente: strumenti come Ecobonus e Bonus Casa devono essere messi nelle condizioni di supportare concretamente le scelte delle famiglie». La fotografia del 2025 evidenzia dunque una fase assai critica per il settore, in cui la diminuzione dei volumi si interseca a un contesto di incertezza globale che rischia di amplificarne le criticità. Le imprese della filiera, fortemente radicate nel tessuto produttivo nazionale, si trovano ad affrontare una riduzione della domanda che può avere ripercussioni dirette sulla continuità operativa e sull’occupazione, nel momento in cui maggiore è la necessità di stabilizzare i flussi di cassa per investire in soluzioni orientate al futuro. In assenza di segnali chiari e di una visione di medio-lungo periodo, il rischio è quello di un progressivo indebolimento del comparto, proprio in una fase in cui il contributo dell’industria del riscaldamento risulta essenziale per accompagnare la transizione energetica.


CastForge 2026: numeri record di partecipazione e un contributo europeo stimolante

530 espositori provenienti da 30 paesi presentano i loro ultimi prodotti e servizi innovativi: CastForge offre la piattaforma perfetta per il networking e la competenza del settoreA tre mesi dall'inizio dell'evento, CastForge 2026 è già al completo. Circa 530 espositori internazionali arriveranno alla Messe Stuttgart dal 9 all'11 giugno 2026, pronti a presentare tutto ciò che questo settore ha da offrire: dai pezzi fusi e forgiati ai componenti pronti per l'assemblaggio e alle tecniche di lavorazione. CastForge invia un messaggio chiaro e conferma la sua posizione di piattaforma di settore consolidata, in un periodo economicamente difficile. CastForge offre una panoramica unica del mercato, con un programma perfettamente progettato per coordinare domanda e offerta.Gli espositori presentano i loro prodotti e servizi a un pubblico altamente qualificato del settore, composto da progettisti, sviluppatori e decision maker provenienti dai settori dell'ingegneria meccanica, dell'ingegneria automobilistica, dell'industria e delle tecnologie energetiche. È qui che soluzioni innovative incontrano richieste di progetto concrete, dando vita a preziose connessioni con un reale potenziale commerciale. La fiera offre ai visitatori informazioni sugli ultimi sviluppi del settore, l'opportunità di esplorare le tendenze tecnologiche del futuro e di interagire direttamente con i principali attori del panorama europeo della fonderia e della forgiatura.Grande richiamo internazionale e focus europeoDue terzi delle aziende espositrici provengono dalla Germania e da altri paesi europei, come l'associazione francese "Village Forge & Fonderie", che rappresenta una ventina di fonderie e forgiatrici. Wilfrid Boyault, Amministratore Delegato della Fédération Forge Fonderie, spiega: "La presenza congiunta al "Village Forge & Fonderie" francese invia un messaggio forte e chiaro al mercato europeo e globale in generale. Mette in mostra i punti di forza delle nostre aziende: capacità industriale, eccellenza tecnica, qualità, innovazione e competitività".Anche l'industria italiana della fonderia e della forgiatura è ben rappresentata: l'associazione di categoria UNISA parteciperà con circa 25 aziende, undici delle quali saranno presenti nello stand collettivo. Andrea Redaelli, Presidente di UNISA, sottolinea: "CastForge 2026 offre ai nostri associati un'opportunità concreta per sviluppare nuove attività commerciali, rafforzare la propria visibilità e creare un network professionale. Complessivamente, saranno rappresentate circa 70 aziende italiane, un contributo significativo dell'Italia al settore a livello europeo".Il Portogallo sarà rappresentato per la seconda volta da un nutrito gruppo di aziende di METAL PORTUGAL, specializzate in una varietà di settori, tra cui fusione, forgiatura e lavorazione dei metalli. Mafalda Gramaxo, Direttore Generale, spiega: "CastForge si è affermata come una delle fiere europee più rilevanti per l'industria della fusione e della forgiatura. Per le aziende portoghesi, offre una preziosa opportunità di entrare in contatto diretto con acquirenti altamente qualificati e di rafforzare la nostra presenza internazionale". Crescita, internazionalità e forza innovativaCastForge 2026 è sinonimo di crescita, internazionalità e forza innovativa. Nonostante un contesto economico difficile, i professionisti attendono con ansia quello che è ormai un evento consolidato del settore e l'opportunità di esplorare nuove opportunità di business e progetti concreti.Hub per i grandi nomi: accesso diretto agli esperti del settoreCastForge 2026 offrirà ai visitatori del settore opportunità uniche, come l'accesso diretto a espositori nazionali e internazionali provenienti da 30 paesi e la possibilità di beneficiare della loro vasta competenza. La fiera non solo offre una panoramica completa del mercato, ma anche informazioni specifiche sulle ultime tendenze di mercato e sugli sviluppi tecnologici nel settore della fusione e della forgiatura. Presentazioni tecniche, eventi di networking e colloqui con esperti creano la piattaforma ideale per uno scambio completo di informazioni, il trasferimento di conoscenze e l'avvio di nuovi progetti. Il risultato sono contatti di alta qualità e nuove opportunità di business che vanno ben oltre la semplice visita in fiera.Nonostante il numero record di espositori di quest'anno, CastForge rimane una fiera di dimensioni accessibili. I padiglioni 8 e 10 si trovano direttamente all'ingresso ovest, a una sola fermata di treno dall'aeroporto di Stoccarda. Questo aeroporto internazionale offre numerosi collegamenti diretti giornalieri con tutte le principali città europee, consentendo ai visitatori di CastForge di sfruttare al meglio questa opportunità di business, spesso con un solo giorno di viaggio.Vendita biglietti e nuovo evento "Make-to-Order Days"I biglietti sono ora disponibili per l'acquisto e consentono ai visitatori di accedere al nuovo evento "Make-to-Order Days", la fiera dedicata agli acquirenti di componenti di precisione, produzione personalizzata e lavorazioni meccaniche, che si terrà il 9 e 10 giugno 2026 nel Padiglione 9. Gli acquirenti interessati ai componenti di precisione e alle lavorazioni meccaniche potranno beneficiare di un doppio vantaggio con un solo biglietto per CastForge!

12/03/2026
Per info: Castforge 2026

Golfo Persico, la situazione attuale peserà gravemente sull’export della meccanica italiana

Una zona strategica per i settori rappresentati da Anima Confindustria, che hanno visto una crescita del 7,0% nel primo semestre 2025 verso i paesi del GolfoIl perdurare della tensione geopolitica nel Golfo Persico andrà a influenzare pesantemente la stabilità dei mercati e gli scambi commerciali, in una regione che dal 2024 ha visto una costante crescita delle esportazioni della meccanica italiana rappresentata da Anima Confindustria. I dati recenti dell’ufficio Statistica di Anima evidenziano un incremento del 7,0% verso il Golfo Persico nel primo semestre del 2025 - raggiungendo un valore totale di 1,44 miliardi di euro - rispetto all’export del secondo semestre 2024. In particolare, i comparti delle turbine, valvolame e rubinetteria, movimentazione merci e pompe idrauliche, hanno registrato grandi volumi di esportazioni negli Emirati Arabi, Arabia Saudita, Oman e Qatar. Questo andamento positivo sottolinea l'importanza di mantenere i legami commerciali con i paesi del Golfo, che si sono confermati negli anni come partner strategici della meccanica italiana nel panorama globale. Pietro Almici, presidente di Anima Confindustria, ha commentato:«Speriamo vivamente che la situazione attuale si risolva in tempi brevi. Siamo particolarmente preoccupati per la meccanica italiana, un settore che esporta circa il 60% dei propri prodotti e che detiene le capacità per competere a livello internazionale. I paesi del Golfo rappresentano una valida alternativa nella strategia di diversificazione dei mercati, specialmente alla luce delle attuali sfide poste dai dazi Usa. Non dimentichiamo, inoltre, le problematiche collegate ai noli e ai trasporti marittimi, che stanno già avendo un impatto sulle esportazioni e sui costi energetici per le nostre imprese. Queste dinamiche rendono ancora più importante la ratifica del trattato Mercosur-Ue, per aprire nuove possibilità di sviluppo e cooperazione per l’industria italiana ed europea».


Nuovo transpallet elettrico autonomo STILL AXL 15 iGo

Presentato in anteprima mondiale a LogiMAT 2026, AXL 15 iGo automatizza il carico e lo scarico dei camion STILL, leader nella fornitura di sistemi e attrezzature per l’intralogistica, presenta in occasione di LogiMAT 2026 una vera pietra miliare nell’intralogistica: la prima soluzione sul mercato, pronta per la produzione in serie, per l’automazione del carico e dello scarico dei camion senza necessità di tecnologia di sicurezza fissa alla baia di carico. Con il nuovo transpallet elettrico autonomo AXL 15 iGo, STILL chiude uno degli ultimi grandi gap nell’automazione dei magazzini: la gestione delle merci in entrata e in uscita direttamente alla baia di carico. L’automazione arriva alla baia di caricoL’area della baia di carico è tradizionalmente caratterizzata da tempi stretti, carenza di personale, lavoro notturno e condizioni operative difficili, dalle alte temperature estive al rigido freddo invernale. Inoltre, occorre affrontare spazi limitati, geometrie variabili dei rimorchi e requisiti di sicurezza molto stringenti. Mentre molte aziende hanno da tempo automatizzato magazzini, sistemi di trasporto interno e movimentazione, il carico e scarico dei camion è rimasto fino ad oggi un processo considerato scarsamente automatizzabile. “Con AXL 15 iGo colmiamo un vuoto storico nell’intralogistica, rendendo per la prima volta il carico e lo scarico automatizzati dei camion uno standard accessibile e facilmente implementabile”, spiega Matteo Piantanida, Head of Sales Automation STILL in Italia. “La nostra soluzione rende la ricezione e spedizione delle merci più efficiente, sicura, prevedibile e affidabile. La standardizzazione dei processi consente flussi di lavoro ripetibili, che aumentano notevolmente la stabilità e la trasparenza operativa. È un passo fondamentale della nostra strategia: offrire soluzioni di automazione scalabili per ogni area dell’intralogistica.” Trenta pallet in trentacinque minuti in modo autonomo, flessibile e sicuroIl transpallet autonomo AXL 15 iGo è stato sviluppato specificamente per l’automazione del carico e dello scarico dei camion: due veicoli operanti in coppia possono caricare autonomamente fino a 30 pallet EPAL in circa 35 minuti. Grazie a logiche innovative di localizzazione e posizionamento integrate con un nuovo concetto olistico di sicurezza, il carrello è in grado di riconoscere in autonomia la configurazione interna del rimorchio e posizionare i pallet con precisione. Un vantaggio particolarmente rilevante per gli utilizzatori è che AXL 15 iGo non necessita di alcun sistema di sicurezza fisso al varco, come scanner o riflettori installati sulla baia o nel rimorchio. Ciò rende la soluzione altamente flessibile, veloce da implementare e facile da integrare nelle operazioni esistenti. Sicurezza e precisione negli spazi più angustiPer garantire movimentazioni sicure e una navigazione precisa, AXL 15 iGo utilizza due tecnologie complementari: all’esterno del rimorchio impiega la tecnologia di localizzazione 3D Visual SLAM; all’interno utilizza la localizzazione basata su LiDAR, che consente una precisione al centimetro. Il carrello integra anche scanner di sicurezza LiDAR, sistemi di telecamere, segnali luminosi e acustici e rilevamento 3D dei pallet. Una soluzione per molteplici settoriAXL 15 iGo è particolarmente adatto a settori con elevati volumi di pallet e unità di carico standardizzate, come operatori 3PL, logistica alimentare, retail e aziende produttive. Con una portata fino a 1.500 kg e una velocità fino a 2 m/s, il carrello è in grado di soddisfare le diversificate esigenze industriali. L’integrazione in flotte automatizzate è scalabile tramite interfaccia VDA 5050, fleet manager dedicato e API aperte verso i sistemi di gestione del magazzino (WMS). Anteprima mondiale a LogiMAT 2026STILL presenta per la prima volta al pubblico AXL 15 iGo in occasione di LogiMAT 2026, al padiglione 10, stand B40 e B41. Il carrello sarà disponibile immediatamente dopo la fiera. “I nostri clienti ci chiedono soluzioni immediatamente implementabili. Per questo abbiamo scelto di lanciare il prodotto solo una volta pronto per essere messo in commercio in tempi rapidi”, afferma Piantanida. Informazioni su STILLSpecializzata nella fornitura di soluzioni intralogistiche, STILL dispone di un portafoglio prodotti che comprende carrelli elevatori, tecnologia di magazzino, sistemi connessi e servizi. Fondata nel 1920 da Hans Still, l’azienda offre soluzioni personalizzate e ottimizzate per il cliente, accompagnate da un servizio eccellente. L'obiettivo di STILL è rendere “intelligente” l'intralogistica, sviluppando soluzioni in grado di rendere le operazioni di magazzino più fluide ed efficienti, proteggere la salute delle persone che vi lavorano e, allo stesso tempo, soddisfare i più elevati standard di sostenibilità. Con questo obiettivo STILL è impegnata nella promozione di nuove soluzioni per la mobilità elettrica, l'automazione, la gestione della flotta e dell'energia, nonché la circolarità, ovvero la conservazione e il riciclaggio coerente delle risorse. Con sede centrale ad Amburgo, STILL impiega 7.100 persone ed è presente in 89 Paesi. L’organizzazione italiana può contare sulla più solida e capillare rete di vendita e assistenza presente sul territorio, composta da 10 filiali dirette, oltre 50 tra concessionari e partner, 950 tecnici di assistenza e oltre 170 funzionari commerciali.

02/04/2026
Per info: Still

Tezmaksan: rendere l’automazione accessibile a ogni fabbrica

I cobot stanno cambiando la produzione, ma il vero valore deriva dalla perfetta integrazioneI cobot hanno ridefinito radicalmente le aspettative in materia di automazione, emergendo come risposta diretta ad alcune delle pressioni più urgenti del settore. La persistente carenza di manodopera, l'aumento della domanda di produzione e i limiti fisici dei layout tradizionali delle fabbriche hanno reso la flessibilità una priorità. Il loro fascino deriva dalla combinazione di integrazione semplice, livelli di investimento accessibili e capacità di operare in sicurezza. In questo articolo, Hakan Aydoğdu, CEO di Tezmaksan Robot Technologies, azienda specializzata in automazione CNC, riflette su come le tecnologie collaborative stiano ridefinendo l'automazione.L'ultimo rapporto World Robotics 2025 sottolinea quanto sia rapida l'accelerazione di questo passaggio all'automazione. Le installazioni di robot industriali hanno raggiunto le 542.076 unità nel 2024, più del doppio rispetto al dato registrato un decennio prima. È il quarto anno consecutivo in cui le installazioni annuali superano la soglia del mezzo milione.L'Asia continua a dominare con quasi tre quarti di tutte le nuove installazioni, mentre l'Europa e le Americhe rappresentano quote molto più ridotte. Questi numeri rivelano non solo la velocità di adozione, ma anche lo squilibrio globale nella preparazione all'automazione.Il panorama globale dell'automazioneUna recente ricerca di Make UK evidenzia che circa il 36% dei posti vacanti nel settore manifatturiero è difficile da coprire a causa della mancanza di candidati con le competenze, le qualifiche o l'esperienza adeguate. I robot collaborativi stanno assumendo un ruolo sempre più importante nel colmare questa lacuna. Assumendosi compiti ripetitivi, fisicamente impegnativi o ad alto rischio, i cobot aiutano i produttori a mantenere i livelli di produzione anche in caso di carenza di manodopera.I cobot garantiscono costantemente una maggiore produttività e una qualità più affidabile, consentendo ai lavoratori umani di concentrarsi su compiti complessi o a valore aggiunto. Contribuiscono inoltre a migliorare il benessere sul posto di lavoro riducendo lo stress e gli infortuni, e la loro programmazione semplice rende l'automazione realizzabile senza lunghi tempi di attesa o formazione approfondita. Per molte aziende, questa combinazione accelera il percorso verso un ritorno sull'investimento misurabile.Navigare tra le nuove normativeNel settore manifatturiero, i cobot sono sempre più utilizzati per ottimizzare le linee di assemblaggio e migliorare i flussi di lavoro operativi. Gli studi indicano che i cobot possono migliorare significativamente la produttività automatizzando le attività ripetitive e consentendo ai lavoratori umani di concentrarsi su attività più complesse che richiedono capacità cognitive.I quadri normativi si stanno evolvendo parallelamente a questo slancio tecnologico. Il regolamento UE sulle macchine 2023/1230, che sostituisce la precedente direttiva macchine, è stato adottato nel 2023 e sarà pienamente applicabile a partire da gennaio 2027. Esso introduce un approccio più rigoroso in materia di sicurezza, responsabilità e sicurezza informatica per le macchine avanzate e i sistemi collaborativi. I nuovi requisiti spingono i produttori verso una responsabilità più chiara e processi di conformità più rigorosi, segnalando che la conformità e un'integrazione più sicura diventeranno un fattore determinante nell'implementazione dell'automazione nei prossimi anni.Per gli ingegneri, ciò ha implicazioni dirette sulla progettazione, l'implementazione e la convalida dei sistemi robotici collaborativi. Negli ambienti logistici, i cobot sono sempre più utilizzati per la pallettizzazione, il prelievo degli ordini e la movimentazione dei materiali intralogistica, dove sistemi di visione integrati, sensori di forza e scanner di sicurezza consentono una stretta collaborazione uomo-robot senza le tradizionali gabbie di sicurezza. Nella produzione automobilistica, i cobot supportano l'assemblaggio di precisione, l'avvitatura, il controllo qualità e l'assistenza alle macchine, migliorando la coerenza dei tempi di ciclo e riducendo lo sforzo ergonomico degli operatori.Le migliori pratiche per un'integrazione senza soluzione di continuità includono la conduzione di valutazioni dei rischi specifiche per ogni attività in linea con le norme ISO 12100 e ISO/TS 15066, l'implementazione di arresti monitorati con certificazione di sicurezza e il monitoraggio della velocità e della separazione, nonché la garanzia di robusti controlli di sicurezza informatica per le celle robotiche collegate. Si consiglia inoltre agli ingegneri di dare priorità alle architetture di sistema modulari, ai protocolli di comunicazione industriale standardizzati (come PROFINET o EtherCAT) e agli strumenti di simulazione digitale per convalidare i layout e i flussi di lavoro prima dell'implementazione fisica Sfide negli ambienti di produzione legacyMolti ambienti di produzione stanno invecchiando o sono costruiti attorno a sistemi legacy che non sono stati progettati per la robotica. Piani di layout ristretti, infrastrutture obsolete o connettività discontinua possono complicare l'integrazione. Quando la nuova tecnologia incontra apparecchiature più vecchie, il processo può diventare costoso o richiedere molto tempo se le due cose non si allineano senza intoppi.Le capacità di un robot da sole non determinano il funzionamento dell'automazione collaborativa. L'installazione e la configurazione dei sistemi robotici, l'integrazione del software e la manutenzione di tutto ciò che ne fa parte possono spingere un team oltre le sue attuali competenze. I costi iniziali, dalle apparecchiature stesse alle modifiche delle strutture e alla formazione del personale, possono sembrare elevati, soprattutto nell'attuale contesto economico. I robot tradizionali, solitamente costruiti per compiti fissi e ripetitivi, spesso richiedono una riprogrammazione approfondita ogni volta che cambiano i prodotti o i layout, causando tempi di inattività che possono rapidamente erodere il loro vantaggio complessivo. Per ovviare a questi limiti, i produttori stanno adottando approcci di automazione sempre più flessibili che danno priorità alla rapidità di implementazione, alla riconfigurabilità e alla scalabilità degli investimenti, in particolare per le operazioni di piccole e medie dimensioni.Ad esempio, CubeBOX EcoLEAN-V1 e V2 consentono di riposizionare e adattare i sistemi man mano che i flussi di lavoro evolvono. Questa flessibilità permette ai produttori di scalare l'automazione in modo incrementale senza vincolare la produzione a layout fissi. Ciò riflette un più ampio passaggio verso l'automazione agile, soluzioni progettate per adattarsi alle mutevoli esigenze di produzione. EcoLEAN è disponibile in diverse configurazioni per supportare diversi carichi utili, dimensioni dei pezzi e vincoli di spazio, consentendo l'implementazione in una vasta gamma di ambienti di produzione.L'investimento giustoUn sondaggio condotto da Deloitte nel 2025 su 600 dirigenti del settore manifatturiero ha rilevato che l'80% di essi prevede di investire quest'anno il 20% o più del proprio budget di miglioramento in iniziative di produzione intelligente, con particolare attenzione agli strumenti e alle tecnologie di base. Questo livello di impegno segnala un chiaro cambiamento nel settore: i produttori non considerano più la digitalizzazione e l'automazione come aggiornamenti opzionali, ma come capacità essenziali che definiranno la competitività negli anni a venire.Sebbene la tecnologia collaborativa sia il motore di questa trasformazione, sono la flessibilità, la mobilità e l'accessibilità finanziaria che alla fine ridefiniranno il modo in cui opera il settore manifatturiero e chi ha accesso ai vantaggi dell'automazione. 

30/03/2026
Per info: Tezmaksan

Makino F6: Elevata stabilità (sgrossatura+fresatura)2

Il centro di lavoro verticale Makino F6 ha celebrato la sua anteprima europea a EMO 2025. È stato progettato per lavorazioni ad alta precisione stabili e prolungate di stampi per plastica, matrici per stampaggio e stampi per pressofusione, in particolare. Il suo design garantisce un'eccezionale stabilità termica e prestazioni ad alta velocità per finiture superficiali superiori e tempi di ciclo ridotti.Cosa rende la F6 così specialeI quattro pilastri del concetto F6 di Makino sono il design rigido, la tecnologia del mandrino, la gestione termica e il software intelligente. I punti di forza di questo centro di lavoro verticale sono la tecnologia del mandrino con raffreddamento del nucleo e lubrificazione under-race, l'eccellente comportamento termico in ambienti normali, la precisione e l'affidabilità a lungo termine per una qualità superficiale superiore e il design predisposto per l'automazione. Ottimizzata per geometrie sagomate 3D e applicazioni con tolleranze strette nel settore degli stampi e delle matrici, l'F6 offre elevati livelli di precisione per lunghe ore di lavorazione e una corsa dell'asse Y estesa di 650 mm per adattarsi a stampi sempre più squadrati.Caratteristiche principaliRigidità strutturale e stabilità termica: Grazie all'analisi agli elementi finiti (FEA) impiegata nella progettazione della struttura estremamente rigida della macchina, la f6 smorza le vibrazioni per una precisione a lungo termine, mentre l'esclusiva configurazione degli assi elimina le sporgenze e garantisce il pieno supporto degli assi in tutta l'area di lavoro. Viti a ricircolo di sfere e chiocciole con nucleo refrigerato mantengono l'equilibrio termico durante le operazioni ad alta velocità. Il raffreddamento della flangia del motore impedisce qualsiasi trasferimento di calore dal motore alla struttura della macchina, mentre il raffreddamento dei cuscinetti di supporto ne migliora la durata e la costanza termica.Innovazioni del mandrino: Il raffreddamento del nucleo, la lubrificazione under-race, il controllo della temperatura oilmatic a circuito chiuso e l'equilibratura multipiano per ridurre le vibrazioni e migliorare la finitura superficiale sono caratteristiche innovative derivanti dalla leadership di Makino nella tecnologia dei mandrini. Come mandrino standard la f6 monta un HSK A63 da 20.000 giri/min, mentre un mandrino HSK-F63 da 30.000 giri/min è disponibile come optional.Controllo del movimento e software: Sviluppato per lavorazioni 3D ad alta velocità di avanzamento e tolleranze strette, il software Super Geometric Intelligence (SGI.5) di questa macchina mantiene un'elevata precisione anche con dati NC complessi e riduce significativamente i tempi di ciclo rispetto ai sistemi CNC standard. Le diverse modalità avanzate di movimento disponibili consentono agli utenti di personalizzare il comportamento della macchina in base alle specifiche esigenze del lavoro. Il 1/2 controllo Professional 6 della f6 integra hardware Fanuc e un sistema operativo Windows Embedded per offrire semplicità d'uso su uno schermo multi-touch da 15", con un layout che si adatta al flusso di lavoro dell'operatore, dall'impostazione all'esecuzione.Automazione e monitoraggio: L'ampia porta laterale per l'integrazione con robot, l'accesso dall’alto per le operazioni con carroponte e il facile accesso al cambio utensili automatico (ATC) e al mandrino rendono la f6 pronta per l'automazione. Il sistema di monitoraggio macchina opzionale consente il monitoraggio in tempo reale delle condizioni, della produzione e degli utensili.Gestione e manutenzione dei chip: L'efficiente rimozione dei trucioli è garantita da un sistema a cinque ugelli (quattro ugelli di raffreddamento e un soffiatore d'aria) attorno al mandrino, aria e refrigerante opzionali attraverso il mandrino, un vassoio raccoglitrucioli anteriore accessibile durante la lavorazione e un trasportatore opzionale per la rimozione di grandi volumi di trucioli. La manutenzione della f6 è stata semplificata grazie all'accesso centralizzato ai sistemi pneumatico, idraulico e di lubrificazione.Profilo AziendaleMakino Milling Machine Co., Ltd. è riconosciuta come uno dei principali fornitori di tecnologia e servizi nel settore delle macchine utensili. La società è quotata alla Borsa di Tokyo e impiega circa 4.800 persone nelle Americhe, in Europa e in Asia. Il suo fatturato per l'anno fiscale conclusosi il 31 marzo 2025 è stato di 1,4 miliardi di euro. L'ampia gamma di soluzioni Makino per la produzione di alta qualità include centri di lavoro per la produzione di componenti e per la produzione di stampi e matrici in una vasta gamma di applicazioni nei settori aerospaziale, automobilistico, dei veicoli fuoristrada, dei componenti industriali e della microtecnologia. Makino Europe impiega 250 persone presso centri tecnologici e uffici in Germania, Italia, Francia, Spagna e Slovacchia, concentrandosi su marketing, vendite, ingegneria applicativa e assistenza clienti.

27/03/2026
Per info: Makino

Compattezza, controllo e prestazioni: Linde MH amplia la propria offerta con i nuovi carrelli retrattili Ri14 – Ri18

Linde Material Handling (MH) presenta sul mercato italiano una nuova serie di carrelli retrattili progettati per garantire efficienza, sicurezza ed ergonomia nelle applicazioni di magazzino.In occasione di LogiMAT 2026, Linde MH presenta i nuovi carrelli retrattili Ri14 – Ri18, ampliando la propria offerta con una gamma pensata per le applicazioni di magazzino, dove compattezza, sicurezza ed efficienza operativa rappresentano leve decisive.Con una capacità di carico compresa tra 1,4 e 1,8 tonnellate, i nuovi modelli si posizionano nella fascia delle applicazioni standard, offrendo un equilibrio mirato tra produttività, sicurezza ed esperienza per l’operatore. Il design compatto, con batteria agli ioni di litio integrata, consente un utilizzo ottimale anche in corridoi stretti, rendendo questi carrelli particolarmente adatti per centri di distribuzione, retail e settori industriali come food, automotive e chimico. Come sottolinea Samuele Albertini, Sales Training & Product Support Manager di Linde MH Italia: “I nuovi carrelli retrattili ampliano la nostra offerta per tutte quelle aziende che necessitano di veicoli agili e versatili per operazioni quotidiane. La gamma Linde Ri combina qualità costruttiva, sicurezza e comfort, risultando una soluzione efficace per tutte le attività di movimentazione, stoccaggio e prelievo in magazzino”. Progettati per l’efficienza nelle operazioni di magazzinoI nuovi Linde Ri14 – Ri18 sono stati sviluppati per ottimizzare l’utilizzo degli spazi e migliorare la produttività nelle operazioni di movimentazione. Con una lunghezza complessiva di 1.215 mm e un raggio di sterzata (AST) di 2.709 mm, consentono una gestione efficiente anche in ambienti con corsie strette, mentre le altezze di sollevamento fino a 11 metri permettono di sfruttare al massimo la capacità di stoccaggio. Le prestazioni possono essere ulteriormente incrementate grazie alle funzioni opzionali PowerDrive e PowerLift, che aumentano rispettivamente la velocità di traslazione fino al 18% e quella di sollevamento fino al 16%, migliorando sensibilmente i tempi operativi. Due diverse serie di montanti garantiscono elevate capacità residue, mentre il sistema Linde Load Control assicura movimenti precisi e fluidi, con controllo millimetrico del carico. Il doppio comando a pedale Linde consente una gestione intuitiva della marcia, facilitando le operazioni e riducendo i tempi di risposta. Per applicazioni su più turni è inoltre disponibile una batteria agli ioni di litio sostituibile, che garantisce continuità operativa senza interruzioni.Sicurezza integrata per operatore e infrastrutturaLa sicurezza rappresenta un elemento centrale nello sviluppo della nuova gamma. Il sistema di frenata integrale di serie, abbinato ai freni idraulici sulle ruote di carico, garantisce spazi di arresto ridotti indipendentemente dal peso del carico o dalla posizione del montante, offrendo il massimo controllo in ogni fase operativa. Il sistema Linde Curve Assist regola automaticamente la velocità in curva in funzione dell’angolo di sterzata, aumentando la stabilità del mezzo e riducendo il rischio di ribaltamento. La posizione di guida rialzata migliora la visibilità sul carico e sull’ambiente circostante, mentre dotazioni opzionali come il tetto panoramico in vetro rinforzato, la protezione per le spalle e i sistemi di assistenza avanzati, tra cui Linde Safety Guard e Rack Protection Sensor, contribuiscono a prevenire collisioni e danni alle scaffalature. Ergonomia e comfort per turni prolungatiLa postazione di guida è progettata per ridurre l’affaticamento e migliorare il benessere dell’operatore. Il completo disaccoppiamento dal telaio consente di assorbire urti e vibrazioni, mentre il sedile ammortizzato e le numerose regolazioni di volante, seduta e pedaliera permettono di adattare la posizione di guida alle esigenze individuali. L’accesso al veicolo è facilitato da un ingresso basso e ampio con superficie antiscivolo, ideale per operazioni frequenti di salita e discesa. Numerosi vani portaoggetti completano una postazione di lavoro progettata per garantire praticità e ordine durante le attività quotidiane. Continuità operativa e manutenzione semplificataLa nuova serie Ri è progettata per garantire elevata disponibilità e durata nel tempo, riducendo al contempo i costi operativi. Tutti i componenti rilevanti per la manutenzione sono facilmente accessibili, permettendo interventi rapidi e tempi di fermo ridotti. La batteria agli ioni di litio integrata da 14,3 kWh assicura un’elevata efficienza energetica e può essere sostituita con una versione più potente da 21,4 kWh in caso di esigenze operative più intensive. Inoltre, grazie alla moderna architettura elettronica, aggiornamenti software e nuove funzionalità possono essere installati da remoto (over-the-air), garantendo un continuo miglioramento delle prestazioni del veicolo nel tempo. Informazioni su LINDE MHLinde Material Handling sviluppa soluzioni, per la movimentazione delle merci ad alte prestazioni, personalizzate per soddisfare le esigenze dei singoli clienti.Linde MH, oltre ad essere uno dei maggiori produttori mondiali di carrelli elevatori e attrezzature manuali e automatizzate per il magazzino, offre un’ampia gamma di soluzioni per la gestione delle flotte, sistemi di assistenza alla guida, robot mobili e una grande varietà di soluzioni software, servizi di consulenza e di assistenza tecnica.Il marchio Linde MH rappresenta massime prestazioni, ottenute grazie all’innovazione tecnologica, a standard superiori in termini di ergonomia e sicurezza per l’operatore e a un’ampia gamma di opzioni energetiche.In Italia, Linde MH può contare su una rete composta da 6 filiali, 2 concessionari consolidati, 21 tra concessionari e partner e oltre 800 tecnici specializzati nell’assistenza, per rispondere in modo tempestivo ed efficace alle esigenze dei clienti.

26/03/2026
Per info: Linde MH

SICK S.p.A. ottiene la certificazione great place to work 2026™

SICK S.p.A.  ottiene la Certificazione Great Place to Work® 2026, rafforzando una cultura di fiducia e trasformazione.SICK S.p.A. è stata ufficialmente certificata come Great Place to Work® per il 2026. La certificazione, basata interamente sul feedback dei dipendenti, conferma l’impegno dell’azienda nella costruzione di una cultura di fiducia, responsabilità e miglioramento continuo.Il sondaggio ha registrato un tasso di partecipazione eccezionalmente alto, riflettendo un forte coinvolgimento dei dipendenti e una reale volontà di contribuire allo sviluppo dell’organizzazione. I risultati confermano una solida base di fiducia tra i team e forniscono una chiara direzione per rafforzare ulteriormente l’efficacia della leadership e la chiarezza organizzativa. La certificazione arriva in un momento strategico, mentre l’organizzazione continua il proprio percorso di trasformazione all’interno del Cluster Europe South & West. Questo risultato dimostra che l’evoluzione del business e l’attenzione alle persone possono procedere insieme.Negli ultimi anni, SICK S.p.A. ha lavorato costantemente per rafforzare la credibilità della leadership, chiarire ruoli e responsabilità e promuovere una cultura aperta al dialogo e al feedback.Nel congratularsi con SICK S.p.A. per il conseguimento della certificazione, Sarah Lewis Kulin, Vice President of Global Recognition di Great Place To Work, ha dichiarato: 
“Il fatto di aver ottenuto con successo questo riconoscimento dimostra chiaramente come SICK si distingua tra le migliori aziende in cui lavorare, offrendo ai propri dipendenti un ambiente di lavoro eccellente.”  Il riconoscimento da parte di Great Place To Work conferma la solidità di un ambiente professionale sano e inclusivo, capace di rafforzare il morale e la produttività delle persone, oltre a rappresentare un elemento chiave per attrarre e trattenere i migliori talenti.Massimo Azzerri, Senior Vice President SICK Europe South & West, dichiara: “Ricevere questo riconoscimento basato sul feedback diretto dei dipendenti rappresenta un risultato rilevante. In una fase di trasformazione e sviluppo strategico, il mantenimento di fiducia, trasparenza e responsabilità risulta fondamentale. La certificazione ottenuta evidenzia la solidità della nostra organizzazione italiana e testimonia l’impegno costante dei leader e dei team nel promuovere un ambiente lavorativo orientato alla crescita, alla valorizzazione delle competenze e al senso di appartenenza.”Great Place to Work® è l’autorità globale nella valutazione della cultura organizzativa e analizza le aziende sulla base di fiducia, equità, orgoglio e spirito di squadra. Per SICK Italia, questo riconoscimento conferma non solo un ambiente di lavoro positivo, ma anche la coerenza tra i principi di leadership e le azioni quotidiane.SICK continua a investire nello sviluppo delle proprie persone e rimane impegnata a rafforzare la propria posizione come datore di lavoro di riferimento nel settore delle tecnologie industriali.SICK sta assumendo. Per scoprire le opportunità di carriera e unirsi a un’azienda che mette persone e performance al centro, visita: https://www.sick.com/it/en/career/w/careerInformazioni su SICKSICK è uno dei principali fornitori mondiali di soluzioni basate su sensori per applicazioni industriali. Fondata nel 1946 dal Dr.-Ing. e. h. Erwin Sick e con sede a Waldkirch, nel Breisgau, vicino a Friburgo, l’azienda è oggi uno dei leader tecnologici e di mercato nel proprio settore ed è presente a livello globale con 63 filiali e partecipazioni, oltre a numerose agenzie. SICK conta oltre 10.000 dipendenti nel mondo e nel 2024 ha generato un fatturato di gruppo pari a 2,1 miliardi di euro. Ulteriori informazioni sono disponibili su: www.sick.comInformazioni sulla Great Place to Work Certification™La Great Place to Work® Certification™ rappresenta uno dei riconoscimenti più autorevoli a cui aspirano le aziende che desiderano essere considerate datori di lavoro di riferimento. È l’unica certificazione basata interamente su ciò che i dipendenti dichiarano riguardo alla propria esperienza lavorativa, in particolare sulla costanza con cui vivono un ambiente di lavoro fondato sulla fiducia.La certificazione Great Place to Work è riconosciuta a livello globale da dipendenti e organizzazioni ed è il benchmark internazionale per identificare e valorizzare un’eccellente esperienza dei dipendenti. Ogni anno, oltre 10.000 aziende in più di 60 Paesi partecipano al processo per ottenere la certificazione Great Place To Work.Informazioni su Great Place To Work®In qualità di autorità globale sulla cultura organizzativa, Great Place To Work® mette a disposizione oltre 30 anni di ricerca e analisi per aiutare le organizzazioni a diventare eccellenti luoghi di lavoro per tutti. La piattaforma proprietaria e il modello For All™ consentono alle aziende di valutare l’esperienza di ogni dipendente. Le organizzazioni più virtuose ottengono la Great Place To Work Certification™ o vengono inserite nelle prestigiose classifiche Best Workplaces™. Per saperne di più: greatplacetowork.com

19/03/2026
Per info: SICK Spa

Informazioni sulla tornitura in tempo reale per un'automazione più sicura e intelligente

CoroTurn® Plus aiuta i produttori a stabilizzare la qualità, incrementare la produttività e accelerare l'automazioneSandvik Coromant, leader mondiale negli utensili per il taglio dei metalli e nelle soluzioni per la produzione, ha presentato CoroTurn® Plus, un adattatore di tornitura sensorizzato che garantisce alle operazioni di tornitura visibilità in tempo reale, maggiore sicurezza di processo e automazione scalabile. Rendendo visibili, mentre si verificano, forze di taglio, vibrazioni, chatter e lo stato durante il taglio, la soluzione aiuta i team a stabilizzare le prestazioni, migliorare la qualità e l'uniformità dei componenti e ridurre gli sprechi.CoroTurn® Plus coniuga utensili sensorizzati a due livelli di capacità digitale. Utilizzato insieme a CoroPlus® Viewer, offre informazioni passive in tempo reale per supportare le decisioni dell'operatore. Utilizzato insieme a CoroPlus® Connected, gli stessi segnali consentono azioni protettive attive integrate nella macchina entro limiti predefiniti, aiutando gli utenti a distinguere chiaramente tra visualizzazione e risposta automatizzata.CoroTurn® Plus invia dati in tempo reale dalla zona di taglio a CoroPlus® Viewer su PC o tablet, favorendo decisioni più rapide, basate sui dati e un miglioramento continuo tracciabile. La visualizzazione in tempo reale e i processi di riferimento supportano interventi precisi quando le tendenze escono dai limiti predefiniti. Gli operatori ricevono avvisi acustici in caso di superamento dei limiti, possono scorrere con il mouse per esaminare i valori e possono analizzare e segnalare le deviazioni per accelerare l'analisi delle cause profonde. Man mano che i segnali relativi alle condizioni degli utensili si accumulano, i team identificano quando un inserto sta per raggiungere la fine della sua vita utile e lo sostituiscono al momento giusto, prolungando la durata tagliente ed evitando tempi di fermo non pianificati.Per il controllo integrato nella macchina, CoroTurn® Plus si collega a CoroPlus® Connected, completamente integrato con il CN della macchina. Gli utenti impostano i limiti di chatter, carico e vibrazioni all'interno del software o tramite codice CN; se si verifica un evento imprevisto, il controllo avvia automaticamente azioni di interruzione protettive per salvaguardare componenti, utensili e attrezzature. Queste azioni possono essere configurate dall'utente finale. I configuratori di override della velocità di avanzamento e della velocità di taglio consentono l'ottimizzazione durante il processo, mentre i dati tracciati in base alla posizione del componente rafforzano la diagnostica e il miglioramento continuo. Questa autonomia permette alla macchina di gestire più decisioni di routine all'interno dei limiti configurati, aumentando le ore di funzionamento effettive (soprattutto durante i turni serali o notturni non presidiati) e riducendo i tempi di fermo durante la giornata.Tra le funzionalità industrializzate rientrano la connessione e la disconnessione automatiche dalla barra, i controlli di sistema pronti per la lavorazione, l'avvio e l'arresto della registrazione dei dati e i messaggi di sistema indisponibilità del sistema. La memorizzazione e la documentazione dei dati di taglio per ogni ciclo consentono ai team di confrontare le prestazioni dei lotti, individuare precocemente deviazioni del materiale e conservare la documentazione e i certificati del cliente finale per una tracciabilità completa. Insieme, utensili sensorizzati, analisi visive e integrazione a livello di CN trasformano i segnali grezzi in limiti e azioni applicati, rendendo la produzione più stabile, sicura e uniforme, con meno interventi.“Con CoroTurn® Plus riusciamo a osservare il comportamento nascosto nel taglio trasformandolo in segnali chiari, affinché i team possano riconoscere variazioni del materiale, usura dell'utensile e instabilità del processo nel momento in cui si verificano”, ha affermato Åke Åxner, Global Project Manager – Machine Integration presso Sandvik Coromant. “In abbinamento a CoroPlus® Connected, il controllo prende decisioni protettive, procedendo con l'arresto, il rientro e la ripresa entro limiti predefiniti, il che riduce i tempi di fermo non pianificati e aumenta l'utilizzo complessivo della macchina”.“Gli utensili sensorizzati rappresentano la soluzione più pratica verso un'automazione più avanzata in quanto trasformano i segnali grezzi in azioni sicure applicate dalla macchina”, ha aggiunto Leland Bailey, Project Manager presso Sandvik Coromant. “Grazie all'acquisizione dei dati di taglio ad alta risoluzione e alla possibilità di collegarli direttamente al controllo, i team possono aprire finestre non presidiate, ridurre i tempi di fermo, individuare con precisione la fine della vita utile degli inserti e consolidare le best practice. Allo stesso tempo, visualizzazioni chiare e operative aiutano gli operatori di ogni livello di esperienza a prendere decisioni sicure e consapevoli”.Per la produzione di componenti di alta qualità quali dischi, casse, alberi, pompe e valvole, CoroTurn® Plus offre informazioni in tempo reale senza precedenti su ciò che avviene direttamente all'interno del taglio. Per ulteriori informazioni, visitate il sito. Sandvik CoromantInsieme a clienti e partner, Sandvik Coromant apre la strada verso un futuro sostenibile e fornisce soluzioni di attrezzamento alle industrie meccaniche di tutto il mondo. Oltre ottant'anni di esperienza pratica ci hanno permesso di accumulare un patrimonio di conoscenze nel taglio e nella lavorazione dei metalli. Queste competenze trasformano ogni sfida in un'opportunità di innovazione, collaborazione e soluzioni all'avanguardia. Il nostro obiettivo è quello di perseguire un cambiamento in positivo promuovendo la sostenibilità, l’efficienza e la crescita per plasmare un futuro in cui l’innovazione sia protagonista. Parte del gruppo globale di ingegneria industriale Sandvik, Sandvik Coromant è impegnata a costruire il futuro, insieme ai propri clienti.


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